Aprire un ristorante: Cosa è la Forza di Volontà e come utilizzarla

Cosa è la FORZA DI VOLONTÀ?

Pensiamo davvero di conoscerne il significato e potere? Quanti di noi ne fanno un corretto utilizzo?

Nei precedenti Articoli abbiamo scoperto e analizzato il turbinio dei Sentimenti che scaturisce quando il “SOGNO DI APRIRE UN RISTORANTE” si trasforma in un irrefrenabile DESIDERIO.

La PASSIONE per l’Arte culinaria, lENTUSIASMO di condividere le emozioni che ne derivano, la NECESSITÀ di avere un’ Attività propria per soddisfare il BISOGNO di affermarsi, si fanno promotori delle Scelte e Azioni che ci porteranno, probabilmente a trasformare il nostro SOGNO in Realtà.

Abbiamo appreso che per tenere a bada l’influenza negativa della SUPERFICIALITÀ, per tenere sotto controllo l’Azione frenante del nostro EQUILIBRIO EMOTIVO e soprattutto per realizzare il nostro SOGNO non abbiamo altro modo se non quello di accrescere il più possibile il nostro LIVELLO DI COMPETENZA.

Ma basta solo un buon motivo per decidere di iniziare e portare a termine un compito?

Accrescere le proprie le proprie COMPETENZE, specie quando tale NECESSITÀ e stata del tutto sottovalutata, richiede un notevole Impegno da ottemperare e condividere, nel caso della Gestione di un Ristorante, con tantissimi altri.

Perché, molti di noi, davanti a questa mole di Impegni imprevista, vacillano fino a decidere di rinunciare a tutto?

Perché, invece, molti altri, imperterriti, non si demotivano e vanno decisi fino alla meta?

Se nel corso della vostra vita avete visto qualcuno capace di laurearsi a pieni voti, nei tempi dovuti, nonostante mille impegni ed ostacoli, se avete visto qualcuno, con le vostre stesse capacità, arrivare ad un traguardo da voi ritenuto irraggiungibile, sappiate che quel qualcuno ha saputo sfruttare appieno la sua FORZA DI VOLONTÀ attraverso l’AUTODISCIPLINA condita di Perseveranza, Dedizione e Tenacia.

Conoscete qualcuno che a differenza vostra ha smesso di fumare nonostante consumasse 2 pacchetti al giorno di sigarette?

Come ha fatto il vostro amico/a a dimagrire di 40 kg e voi , invece, non riuscite neanche a perderne 5?

LA FORZA DI VOLONTÀ

La FORZA DI VOLONTÀ è l’Energia che scaturisce dalla CAPACITA’ dell’Uomo di prendere in modo Indipendente e Consapevole una Decisione per la realizzazione di un determinato Scopo, adeguando a essa il proprio Comportamento in modo da poter gestire, controllare e modificare, a  proprio Vantaggio, gli Eventi che conseguono.

Fig. 9.1
ALGORITMO DELLA FORZA DI VOLONTÀ

FORZA DI VOLONTA' PROATTIVA REATTIVA RESILIENZA ALGORITMO FLOW CHART

Spesso ,e purtroppo, le nostre Decisioni, Scelte ad Azioni son influenzate da inevitabili Condizionamenti Ambientali, Sociali, Storici e Personali che determinano e modificano le nostre Convinzioni, Credenze, Valori.

In alcuni casi, un forte Condizionamento, può provocare inconsapevolmente, errori di valutazione, indecisioni e causare uno stato confusionale, nel quale ogni Azione sembra vana, ogni Scelta sembra sbagliata.

Col tempo, ciò può provocare uno stato di frustrazione e poi di astenia nella quale si raggiunge la convinzione che sia impossibile cambiare gli eventi ed infine che si sia, inevitabilmente, vittima ed in balia di essi.

Come si fa ad uscire da questo Stato di Negatività? O come si può, preventivamente, evitare di cascarci dentro?

Esistono due diversi tipi di atteggiamento che possiamo adottare nella Programmazione, Pianificazione, Gestione di un Accadimento: l’ ATTEGGIAMENTO REATTIVO o l’ATTEGGIAMENTO PRO ATTIVO.

ATTEGGIAMENTO REATTIVO

Si definisce ATTEGGIAMENTO REATTIVO l’incapacità, da parte di un Individuo, di AGIRE e REAGIRE in modo consapevole, controllato e Responsabile agli Eventi/Circostanze della Vita e la sua Attitudine ad attribuire ad essi la causa e la Responsabilità del proprio Stato d’Essere.

Le Persone di ATTEGGIAMENTO REATTIVO sono nella maggior parte dei casi quasi totalmente condizionate e dipendenti dalle Circostanze e/o dalle Situazioni quali Ambiente, Società, Contesto Storico etc.

Conoscete qualcuno che rinuncia ad andare in palestra a causa della pioggia?

Tra i vostri amici c’è qualcuno influenzato dal comportamento, giudizio di altre persone siano esse parenti, amici, colleghi, mariti, mogli?

Essi subiscono passivamente gli Eventi e pensando di non avere i MEZZI o CAPACITÀ per gestirli  rinunciano dapprima Consapevolmente e man mano Inconsapevolmente al controllo delle proprie SCELTE, DECISIONI, AZIONI, REAZIONI.

Le Persone di ATTEGGIAMENTO REATTIVO delegano e conferiscono agli EVENTI il Potere, l’Autorità, la Sovranità decisionale.

FIG. 9.2
ATTEGGIAMENTO REATTIVO E RAPPORTO CON I FATTORI CONDIZIONANTI

FORZA DI VOLONTA' ATTEGGIAMENTO REATTIVO E FATTORI CONDIZIONANTI

Esse agiscono aspettando che le cose accadano grazie al Fato, al Caso o per Azione di altri e quando ciò non avviene questo  provoca un senso di frustrazione, pessimismo, apatia ,inefficacia, debolezza, un senso di negativo.

“Non posso farci nulla”, “E’ colpa tua”, “E’ destino”, sono tipiche frasi tipiche di un Atteggiamento Reattivo.

Affinché la loro condizione personale possa cambiare deve cambiare prima tutto ciò che c’è all’Esterno!

In definitiva le persone che adottano un ATTEGGIAMENTO REATTIVO addossano la responsabilità della loro Felicità o della loro Infelicità ad altre persone e/o situazioni deresponsabilizzandosi completamente.

Pur se è difficile ammetterlo o concepirlo, per le persone REATTIVE doversi assumere la Responsabilità di scegliere di essere felici è motivo di disagio e paura, per loro è più comodo pensare che non esista Libertà di Scelta e Libertà di Azione.

Gli unici responsabili della nostra felicità siamo solo noi.
Se siamo infelici vuol dire che abbiamo commesso degli errori.
La Capacità di poter decidere controllare le proprie Azioni dona un potere illimitato ed implica ed obbliga ad una forte presa di Responsabilità ovvero quella di poter decidere Autonomamente delle sorti della propria Vita.

Un’ altra tipica caratteristica delle persone di ATTEGGIAMENTO REATTIVO è quella di anteporre la ricerca del PIACERE di breve periodo a discapito della costruzione della FELICITÀ di lungo termine.

Ogni volta che rimandiamo quello che dovremmo fare per fare quello che vorremmo, stiamo anteponendo il PIACERE presente alla nostra FELICITÀ futura.

E’ una SCELTA su cui abbiamo pieno potere, ed è una SCELTA che si presenta ai nostri decine di volte al giorno.

Lasciarsi sedurre dal PIACERE richiede poche energie e soprattutto richiede l’assenza di AUTOCONTROLLO.

“Che cosa vuoi che sia”, “Ma lasciati andare”, Meglio un uovo oggi di una gallina domani” sono espressioni tipiche di persone che si lasciano Trasportare, Influenzare, Condizionare.

La sensazione di FELICITÀ derivante dall’appagamento del PIACERE di breve periodo si dissolve velocissimamente e, nel tempo, può provocare assuefazione inducendo una persona ad esserne Ossessionata.

Il PIACERE ci costringe ad conquistare, possedere, raggiungere, aggiungere continuamente cose di cui non abbiamo BISOGNO.

La FELICITÀ , al contrario, si nutre di Essenzialità.

ATTEGGIAMENTO PROATTIVO

Si definisce ATTEGGIAMENTO PROATTIVO la CAPACITÀ da parte di un individuo di gestire, controllare e modificare consapevolmente gli Eventi/CIRCOSTANZE della propria Vita attribuendo solo ed esclusivamente alla proprie Scelte e Decisioni le Ragioni e la Responsabilità del  proprio Stato d’Essere.

Le persone di ATTEGGIAMENTO PRO ATTIVO tendono al contrario di quelle REATTIVE a responsabilizzarsi.

Esse ammettono e riconoscono che il loro Modo diAgire e Reagire e i Risultati ottenuti dalle loro AZIONI non dipendono da un Fattore esterno ma dipendono esclusivamente,o quasi, da loro.

Le persone PRO ATTIVE non subiscono passivamente un evento ma agiscono.

Esse vagliano tutte le possibili alternative di AZIONE e RISOLUZIONE, traggono suggerimenti tanto dai loro Successi quanto dai loro Insuccessi, scegliendo la strategia comportamentale migliore per affrontare un Problema, una Situazione affinché apporti  i maggiori Vantaggi e/o Opportunità.

Fig. 9.3
ATTEGGIAMENTO PRO ATTIVO E RAPPORTO CON I FATTORI CONDIZIONANTI

FORZA DI VOLONTA' ATTEGGIAMENTO PRO ATTIVO E FATTORI CONDIZIONANTI

Essi agiscono senza aspettare che le cose accadano grazie al Fato, al Caso o per AZIONE di altri e questo  dona loro un senso di Entusiasmo, Ottimismo, Efficacia, Forza, un senso di SÉ  positivo.

L’ATTEGGIAMENTO PRO ATTIVO non contempla il “Senso di Colpa”davanti ad Errori e Insuccessi ma permette di vivere essi consapevolmente cercando di risolverli in prima persona.

Non è controllo su tutto ma solo su quanto è realmente controllabile.

Non è possibile controllare il tempo atmosferico, il decorso di una malattia o le scelte altrui… ma si può gestire le conseguenze sul e le proprie REAZIONI.

E’ la CONSAPEVOLEZZA con sui si affrontano le cose che dona beneficio e serenità.

Essere PRO ATTIVO dona la possibilità di dare una svolta alla propria Vita perché permette di scegliere chi essere, come ESSERE e AGIRE e il peso di e degli altri nelle cose che accadono.

La CAPACITÀ di assumere tale COMPORTAMENTO non è prerogativa di Persone aventi qualità intellettive superiori.

Essa  non discende dal Coraggio, dall’Audacia, anzi, aiuta a rinvigorirli.

Tale CAPACITÀ discende semplicemente dall’Esercizio di un COMPORTAMENTO disciplinato, regolato da una specifica serie di procedure.

Tutti possiamo esercitarci affinché se ne acquisisca il pieno controllo e beneficio.

Pian piano. A piccoli passi, modificando gradualmente il nostro approccio nei confronti degli Eventi della Vita.

Occorre pertanto esercitarci ad attuare e sviluppare i seguenti Processi:

DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI

Prima di definire un Obiettivo occorre porci delle domande:

PERCHÉ volgiamo conseguirlo?

COME vogliamo conseguirlo?

PERCHÉ:
Alle volte ci troviamo a rincorrere e perseguire Obiettivi che in realtà, se fosse stato per noi, non avremmo mai rincorso o perseguito.

E’ il caso di un corso di studi, un lavoro, un viaggio che non avremmo mai fatto se non fossimo stati, in qualche modo, condizionati a farlo.

Accettare di fare qualcosa a discapito dei propri reali DESIDERI, per il timore di contraddire le aspettative di qualcun altro ritenuto Autorevole e quindi autorizzato a decidere al posto nostro, può ridurre notevolmente la nostra capacità di Auto Critica, la nostra CONSAPEVOLEZZA fino ad oscurarla completamente.

Se Alla fine dei conti, non desideri poi così tanto raggiungere quel traguardo, probabilmente stai inseguendo il traguardo di qualcun altro.

COME:
Per agire in modo corretto, al fine di perseguire un Obiettivo, occorre definire un PIANO DI AZIONE, una Rotta da seguire.

Alcuni Motivatori asseriscono che sia inutile perdere Tempo a prepararne uno troppo dettagliato.

Essi consigliano di iniziare, di osare per lanciarsi e vincere i Timori iniziali, per allentare il freno posto dalla Convinzione di non potercela fare, di non essere all’altezza.

Alcuni, addirittura rassicurano gli indecisi asserendo che la Rotta si può aggiustare strada facendo.

Il consiglio che mi sento di dare è, invece, di prestare la giusta Attenzione al giusto Obiettivo.

Se si decide di seguire un corso di cucina per imparare a preparare delle deliziose omelette va da sé che non occorre farsi mille domande sul perché e sul come.

Se invece, nel nostro caso, decidiamo di Aprire un Ristorante di Cucina Vegana, dovremmo necessariamente analizzare attentamente ogni suo singolo e minimo aspetto.

Dovremmo conoscere dettagliatamente la Rotta da seguire e soprattutto dovremmo sapere esattamente COME navigare.

In corso d’opera, ogni complicanza potrebbe risultare Tecnicamente fatale e Oggettivamente difficile da gestire, nonostante si possegga una spiccata FORZA DI VOLONTÀ.

Come ho spiegato nei post dedicati all’analisi dell’INDICE DI SOGNO, l’unico vero antidoto alla propria Insicurezza è dato dal possedere un alto LIVELLO DI COMPETENZA capace di innalzare il proprio LIVELLO DI CAPACITÀ DI VALUTAZIONE OGGETTIVA, di abbassare l’INDICE DI SUPERFICIALITÀ, e di bilanciare il proprio LIVELLO DI EQUILIBRIO EMOTIVO.

Grazie ad un alto LIVELLO DI COMPETENZA è possibile prevedere o munirsi contro possibili o impreviste tempeste.

È possibile tracciare Rotte, PIANI DI AZIONE alternativi per aggirare o superare gli Ostacoli.

Un alto LIVELLO DI COMPETENZA può aiutarci ad analizzare così bene un nostro OBIETTIVO tanto da farci effettivamente capire che ne vale davvero la pena o che è Oggettivamente irraggiungibile, eliminando cosi tutti i Dubbi e i conseguenti Rimpianti.

Pertanto, poter programmare PIANO DI AZIONE volta al conseguimento di un Fine e/o al raggiungimento di un Obiettivo occorre che esso sia:

SPECIFICO:
Il Traguardo da raggiungere deve essere Chiaro, Inequivocabile, Unico.
Non basta volere “Aprire un Ristorante”.
Bisogna determinare esattamente quale Tipo di Ristorante: Pizzeria, Bistrot, Fine Dining, Vegano, di Pesce etc…

MISURABILE:
Occorre stabilire i Criteri grazie al quale è possibile misurare i Progressi, i Traguardi pian piano raggiunti.
Per esempio, nel caso della Gestione di un Ristorante, per verificare l’efficacia di una Campagna di Marketing, occorrerebbe monitorare e misurare costantemente l’andamento del Flusso di Clientela.

ACCESSIBILE:
L’Impegno necessario al raggiungimento del proprio Fine deve essere supportato da un effettiva capacità nel sopportarlo.
Non si può vincere una maratona se non ci si è mai allenati e/o non si posseggono le doti di un maratoneta.
Non si può presupporre o pretendere di saper gestire un Ristorante e di conoscerne tutti gli Aspetti se non si è mai maturata Esperienza e Competenza in tutti i suoi Settori o almeno in gran parte di Essi.

REALISTICO:
I propri Obiettivi devono essere Raggiungibili o al massimo, perché, no Ambiziosi.
Non possono essere impossibili.
Rincorrere Obiettivi oggettivamente impossibili da raggiungere può e provocare un senso di Frustrazione e Impotenza.
Al contrario, un Obiettivo Ambizioso stimola l’Entusiasmo, la Passione, la propria voglia di provarci, di dedicare tutto se stessi in quanto promette una lauta ricompensa.
In questo caso ,il LIVELLO DI CONVENIENZA si innalzerebbe, aumentando di conseguenza il nostro INDICE DI MOTIVAZIONE RELATIVA.

TEMPIFICATO: 
Per poter misurare e monitorare i Progressi ottenuti nel portare a termine un Progetto occorre attribuire ad essi  una Scadenza, un Tempo massimo entro il quale raggiungerli.
Fissare delle Scadenze è uno dei punti cardini di una Pianificazione.

CONDIVISIBILE:
Perseguire un Obiettivo Condivisibile, che abbia quindi tutte le caratteristiche sopra elencate, aiuta trovare ad e contare su Persone pronte a collaborare.
Infatti, perseguire un Obiettivo oggettivamente pericoloso e/o potenzialmente dannoso non troverebbe facilmente il consenso di una  maggioranza ed un eventuale imposizione potrebbe causare dissenso, allontanamento , disordine.

CREAZIONE DI UNA ROUTINE

Per ROUTINE si intende un’Abitudine acquisita lentamente, a piccoli passi,  per mezzo della Pratica  e della Esperienza.

Per cambiare le nostri Abitudini, specie quando esse si rivelano dannose, o per svilupparne alcune nuove e proficue, non occorre effettuare stravolgimenti improvvisi.

Occorre semplicemente allenarsi gradualmente, ma con determinazione, dandosi dei precisi Compiti ed inderogabili Obiettivi.

La previsione di un eccessivo Impegno potrebbe risultare Demotivante.

È a quel punto che dovremmo affidarci, come vedremo, alla nostra CAPACITÀ di Auto Disciplina

Per iniziare una nuova Pratica occorre che essa sia Proficua e atta a migliorare il proprio STATO D’ESSERE.

Per attuarla occorre semplicemente l’IMPEGNO di avvicinarvisi gradualmente, di abituarsi pian piano all’IDEA, apprezzandone pian piano i Benefici fino a constatare il fatto che stiamo facendo la cosa giusta.

MONITORAGGIO FEEDBACK

Occorre monitorare i PROCESSI DI AZIONE attuati per il perseguimento di un FINE per constatarne l’Efficacia.

Senza tale controllo non si è consapevoli dei propri Progressi o di eventuali Regressioni e diventa difficile calibrare il LIVELLO DI IMPEGNO OGGETTIVO richiesto per raggiungere il proprio Obiettivo.

Come per gli Obiettivi anche i Feedback devono essere specifici per dare informazioni utili e costruttive.

Se siete arrivati a leggere questo Articolo, fino a questo punto, senza esservi distratti, con la convinzione che  possa esservi utile, probabilmente stato già potenziando la vostra FORZA DI VOLONTÀ attraverso l’esercizio dell’AUTO CONTROLLO e AUTO DISCIPLINA , dovuta alla CONSAPEVOLEZZA che ciò che state facendo è giusto.

Vediamo di che cosa si tratta.

AUTOCONSAPEVOLEZZA

L’esercizio della AUTOCONSAPEVOLEZZA offre  la possibilità di comprendere in un modo più profondo Chi Siamo, di riconoscere i nostri Pensieri, le nostre Emozioni, i nostri Comportamenti e come essi determinano le nostre AZIONI  ed influenzano tutto ciò che ci sta attorno.

L’ AUTOCONSAPEVOLEZZA ci permette di essere Emotivamente Presenti nelle Situazioni, ci dona al Forza di affrontarle, di analizzarle e gestirle anziché fuggirne.

Essa si raggiunge attraverso la pratica dell’AUTO DISCIPLINA , dell’AUTO CONTROLLO e RESILIENZA

AUTODISCIPLINA

L’ AUTODISCIPLINA è la CAPACITÀ, da parte di un Individuo,  di controllare i propri Impulsi e di  direzionare le proprie Facoltà fisiche e mentali secondo una regola auto imposta e liberamente riconosciuta come valida, efficace, giusta, coerente.

Se prendiamo in considerazione la carriera di un Atleta, è facile intuire che gran parte dei suoi risultati derivano dall’osservanza di una Disciplina. La stessa Atletica è di per sé un DISCIPLINA e i suoi processi vanno seguiti e rispettati costantemente, giorno dopo giorno.

Nel corso della nostra Vita, l’AUTODISCIPLINA può essere sviluppata a piccoli passi, un po’ alla volta.

Si può iniziare dal portare al termine piccoli Impegni, promesse fatte con se stessi:

  • andare in palestra, anche quando tutto quello che vorremmo fare è startene di fronte alla TV.
  • svegliarsi 1 ora prima al mattino, per dedicarci ad un NOSTRO hobby
  • non lasciarci distrarre da piccole tentazioni (Facebook, WhatsApp, Radio, Pausa Caffè) quando dovremmo essere produttivi e concentrati.
  • continuare a fare quello che ci si era prefissato di fare nonostante l’accadimento di un evento avverso.

Attenzione?

Ciò non ha nulla a che fare con il Senso di Sacrificio.

Il Sacrificio è l’Atto Rituale attraverso il quale si dedica un oggetto, un animale un essere umano a un’Entità Sovrumana o Divina, sottraendolo alla sfera quotidiana, come segno di devozione oppure per ottenere qualche beneficio.

Il Sacrificio prevede l’annientamento della propria persona, la costrizione a fare qualcosa che non si ha alcuna intenzione di fare, per nessun motivo. Mai.

L’Esercizio dell AUTODISCIPLINA, al contrario, è una libera  e consapevole scelta volta a portare un Miglioramento delle proprie Abitudini al fine di migliorare il proprio Essere.

Tale Esercizio, che in un primo momento può sembrare faticoso, noioso, ripetitivo, fastidioso, addirittura inutile porta a sviluppare un forte senso e una forte padronanza dell’AUTO CONTROLLO.

AUTOCONTROLLO

Per AUTOCONTROLLO si intende la CAPACITÀ, da parte di un Individuo di controllare ed adattare il proprio Comportamento in base a Cambiamenti o Circostanze e e la CAPACITÀ di gestire eventuali Conflitti e attenuare Tensioni.

L’AUTOCONTROLLO permette di  gestire e regolare i nostri Impulsi,  Emozioni, Comportamenti.

Le persone in grado di Auto Controllarsi in modo efficace raramente prendono decisioni precipitose o emotive.

Non si lasciano sedurre dal Piacere a disponibilità immediata delle cose.

Vanno oltre le apparenze. Cercano l’Essenza e non la Forma.

Come abbiamo detto l’AUTO DISCIPLINA o l’osservanza di una DISCIPLINA rinforza e addirittura può generare l’AUTOCONTROLLO.

Infatti con la DISCIPLINA si può imparare a gestire la propria Forza, Intelligenza, Emozioni.

Saper gestire le proprie Emozioni negative come la Paura, la Rabbia, la Tristezza, o quelle positive come la Gioia, Divertimento, Ammirazione, Gratitudine,  significa anche sviluppare un approccio più positivo nei confronti della vita.

Abbiamo detto che esercitarci ad assumere un ATTEGGIAMENTO PRO ATTIVO ci aiuta a gestire, controllare , modificare le nostre AZIONI/REAZIONI in modo sfruttarli a nostro Vantaggio ottenendo così dei Benefici.

Ma come si fa superare un trauma? Come si fa, nonostante tutto, a reagire e trovare FORZA di andare avanti?

Quale abilità, capacità. Qualità, bisogna possedere o esercitare?

RESILIENZA

Il temine RESILIENZA e la Capacità di un materiale di assorbire un urto senza rompersi.

In psicologia, la RESILIENZA è la Capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà e di riorganizzare la propria Vita per ripristinare uno Stato di Normalità o per effettuare un CAMBIAMENTO positivo.

Fig. 9.4
RUOLO DELLA FORZA DI RESILIENZA

FORZA DI VOLONTA RESILIENZA PROATTIVITA' REATTIVITA'

La resilienza NON deve essere confusa con la FORZA DI RESISTENZA, ossia con la capacità di una persona di resistere – quindi di opporsi, non di adattarsi – a particolari fattori, pur sempre di natura negativa o comunque in grado di perturbare le condizioni di Normalità.

Gli individui Resilienti sono coloro che, di fronte a difficoltà ed eventi traumatici, non si arrendono, ma al contrario, trovano la forza di andare avanti e sono addirittura capaci di trasformare l’Evento negativo subito in una Fonte di Apprendimento che consente loro di acquisire COMPETENZA utili per migliorare la propria Vita.

Anche Essa va allenata.

La CAPACITÀ di risollevarsi dopo una Sconfitta è tipico degli Atleti.

La Sconfitta è un Occasione per individuare eventuali propri errori, debolezze, ed un Motivo per migliorare ancor di più in previsione di una prossima Gara al fine di garantirsi la Vittoria.

Le Persone Resilienti, al contrario delle altre non si lamentano, non giudicano, ma analizzano l’evento ne trovano la causa o la ragione e si attivano per riparare, risolvere e superare il problema.

Esse non si abbandonano a se stessi, al contrario cercano incessantemente, con tutto le energie possibili la spinta giusta e l’occasione per evolvere.

I meccanismi di RESILIENZA sono presenti in ciascun essere umano e possono essere messi in atto da chiunque. Pertanto, ciascuna persona è, potenzialmente, un individuo RESILIENTE.

Tuttavia, non tutti sono in grado di mettere in pratica la RESILIENZA e, anche se quest’ultima dovesse attivarsi, non è detto che i risultati ottenuti siano positivi e di miglioramento.

La capacità di mettere in pratica la RESILIENZA è diversa da persona a persona perché influenzata da svariati fattori.

Più precisamente, la probabilità di sviluppare una Risposta Resiliente in seguito ad un evento negativo e traumatico è strettamente correlata alla presenza ed influenza dei seguenti fattori:

FATTORI PERSONALI: Credenze, Valori, Salute, Ottimismo, Auto-stima, capacità di risolvere i problemi, Capacità di comunicazione, senso dell’umorismo, strategie di coping, empatia.

FATTORI SOCIALI: famiglia, scuola, Lavoro, Religione, Politica, stato sociale

FATTORI RELAZIONALI: Valori e Visioni condivise, sostegno sociale, aiuto.

 

E facile dedurre che quando questi Fattori sono deficitari o addirittura assenti è molto probabile che una persona possa avere un EQUILIBRIO EMOTIVO NEGATIVO.

Questo stato Emotivo può diminuire la propria AUTOSTIMA e indurre una persona a vivere un periodo di personale alienazione e depressione.

La CAPACITÀ di mettere in atto la RESILIENZA dipende molto dalla concezione che gli individui hanno di sé stessi, del mondo e delle persone circostanti.

Difatti, se per alcune persone la risposta RESILIENTE ad eventi negativi si attiva in maniera quasi automatica, per altri individui i meccanismi di RESILIENZA non vengono messi in pratica per tre principali ragioni:

1. La scarsa opinione che tali individui  hanno di SÉ :”Sono un fallito”, “Non ci riesco”.

2. La considerazione che essi hanno degli altri:”Gli altri riescono e io no”, “Gli altri sono migliori”

3.Per la concezione che essi hanno dell’ambiente circostante, spesso visto come un posto pericoloso, imprevedibile e pieno di insidie e problemi.

Per mettere in atto la Resilienza è necessario cambiare la Concezione di sé stessi, degli Altri e del Mondo.

Tale adattamento dovrebbe essere effettuato in modo da considerare gli Eventi Negativi e Traumatici come un’Opportunità da sfruttare e da cui trarre utili spunti per la propria Crescita e per migliorare la propria Vita e non come minacce sotto le quali soccombere.

L’AUTO CONSAPEVOLEZZA e la RESILIENZA aumentano la PADRONANZA DI SÉ e di conseguenza l’AUTO STIMA.

Potrebbe u mai funambolo camminare in aria , sospeso ad un filo, se non si fidasse prima di tutto di SÉ STeSSO e non avesse quindi una forte AUTOSTIMA?

L’acquisizione di sempre più PADRONANZA DI SÉ aiuta a sua volta a rinforza la propria EMPATIA e le proprie ABILITÀ SOCIALI.

EMPATIA

L’EMPATIA è la capacità di “mettersi nei panni dell’altro” percependone, in questo modo, emozioni e pensieri.

Essa va oltre al riconoscimento degli Stati Emotivi degli altri includendo anche il Tipo di Risposta che una persona dà queste informazioni.

Esistono due tipi di empatia: quella COGNITIVA e quella EMOTIVA.

L’EMPATIA COGNITIVA è associata alla CAPACITÀ di assumere il Punto di Vista dell’altra persona per capirne i ragionamenti, per esempio durante una discussione

L’EMPATIA EMOTIVA è associata alla CAPACITÀ di riconoscere e comprendere, spesso a Livello Intuitivo, le Emozioni altrui cogliendo sottili messaggi non-verbali.

Essere Empatici può ritornare utile per comprendere le dinamiche di Potere che spesso influenzano le Relazioni Sociali, specialmente sul posto di lavoro.

Chi è competente in quest’area riesce a comprendere chi possiede il Potere nelle relazioni ed interpreta correttamente le diverse situazioni che dipendono da queste dinamiche.

ABILITÀ SOCIALI

Occorre imparare ad interagire bene con gli altri.

Capita raramente di incontrare qualcuno che ci spieghi e ci suggerisca come interagire correttamente ed eticamente con le altre persone, come gestire e superare la  paura degli altri, il disagio che ne deriva, come costruire una Rete Sociale fondata sulla Condivisione di Conoscenza e Benessere volta a creare Prosperità.

Non basta riconoscere i Sentimenti e le Emozioni degli altri.

Occorre imparare ed essere in grado di utilizzare queste informazioni nelle Interazioni e Comunicazioni quotidiane per costruire Relazioni di qualità.

Nel lavoro ciò è importante per creare un buon Team ed in caso di Leadership per coinvolgere ed ispirare gli altri.

Chi è in grado di instaurare una buona Rete Sociale può sempre contare sull’aiuto delle persone che ne fanno parte, sul loro sostegno, spinta, sulla energia rigenerante che proviene dalla loro Stima e Condivisione.

A molti di voi questo Articolo potrebbe, alla fine, risultare solo un ammasso di belle parole.

Alcuni di voi potrebbero sentirsi pieni e rigonfi di FORZA DI VOLONTÀ e nonostante tutto continuare a domandarsi il perché alle volte hanno rinunciato ad un Impresa, nonostante una grande Volontà di portarla a termine.

La ragione è questa.

Esistono due tipi di forza di volontà: la FORZA DI VOLONTÀ NEVROTICA e FORZA DI VOLONTÀ ANEVROTICA.

FORZA DI VOLONTÀ NEVROTICA

La FORZA DI VOLONTÀ NEVROTICA è l’ENERGIA scaturente da una forte Attrazione o Coinvolgimento verso un determinato Oggetto o Scopo e dal forte DESIDERIO di volerlo possedere o perseguire.

Le persone caratterizzate da una FORZA DI VOLONTÀ NEVROTICA, detta anche NEGATIVA, amplificano il valore dello Scopo a cui tendono.

fig.9.5
CARATTERISTICHE DELLA FORZA DI VOLONTÀ NEVROTICA

orza di volontà nevrotica atteggiamento reattivo

La loro Forza non deriva da una CAPACITÀ e QUALITÀ interiore ma sono attratte dall’Oggetto del loro DESIDERIO a tal punto da credere di essere pronti a tutto, di poter gestire tutto.

Per esempio, se il nostro DESIDERIO fosse quello di acquistare una fiammeggiante macchina sportiva, saremmo disposti a lavorare anche giorno e notte, con sacrifici superiori al nostro ordinario, pur di mettere da parte il soldi necessari.

In questo caso ci troveremmo ad esercitare una VOLONTÀ NEVROTICA in quanto sarebbe lo Scopo a spingerci in avanti, a darci la Forza per portare a termine il nostro Compito, e non una QUALITÀ interiore.

Ci impegnano per  ottenere un qualcosa soltanto perché ci piace.

Così si scopre che, le persone di cui sopra, messe di fronte a difficoltà impreviste, a situazioni spiacevoli, a prove fisiche non scelte ecc., diventano soggetti deboli e fragili.

Poiché nella vita non si può pretendere di trovare sempre situazioni che noi scegliamo e che reputiamo positive e/o stimolanti, ben si capisce come avere una FORZA DI VOLONTÀ NEVROTICA non può aiutare granché.

Inoltre, la FORZA DI VOLONTÀ NEVROTICA non aiuta a superare Fobie e Paure e spesso è caratterizzata da una scarsa capacità di RESILIENZA.

La vera FORZA DI VOLONTÀ, utile e fondamentale per essere persone forti, è quindi quella ANEVROTICA.

FORZA DI VOLONTÀ ANEVROTICA

La FORZA DI VOLONTÀ ANEVROTICA è l’ENERGIA scaturente dalla AUTONOMA ed INDIPENDENTE VOLONTÀ di perseguire un Fine e dalla CONSAPEVOLEZZA che i Risultati ottenuti sono frutto di un costante Impegno e sono sempre migliorabili.

Le persone caratterizzate da una FORZA DI VOLONTÀ ANEVROTICA, detta anche POSITIVA,  non si arrendono quasi mai davanti alle difficoltà, per esse l’ Impegno profuso è indipendente dall’Obiettivo da raggiungere .

Fig. 9.6
CARATTERISTICHE DELLA FORZA DI VOLONTÀ ANEVROTICA

forza di volontà anevrotica atteggiamento proattivo resilienza

Spieghiamoci meglio.

Quando ci si impegna a superare un esame universitario, magari l’ultimo, con tutta l’energia possibile, l’aspettativa di Riuscita è molto alta.

In caso di inaspettata bocciatura o voto sfavorevole le persone di tipo NEVROTICO potrebbero entrare  in uno stato di depressione, rabbia interiore, delusione per se stessi, con possibile abbassamento della propria AUTOSTIMA.

Per loro un fallimento non può essere preso in considerazione, si deve per forza riuscire, vincere o il fallimento denoterebbe il fallimento della loro persona.

Le persone di tipo ANEVROTICO, invece, considerano anche la possibilità di un fallimento o la possibilità di arrivare ultimi e considerano l’eventuale il risultato negativo ottenuto come  il punto di partenza per un miglioramento per la volta successiva.

Per loro dedicarsi Anima e Corpo allo studio per superare un esame è qualcosa che va fatta, è normale, è insita nel Compito ed è una dote, un dono interiore capace di elevarli ad una Consapevolezza superiore.

Un’altra capacità delle persone dotate di FORZA DI VOLONTÀ ANEVROTICA è quella di superare FOBIE e PAURE.

Una persona che ha paura del buio e soffre di claustrofobia difficilmente sarà disposto ad entrare in un cunicolo stretto e privo di luce per recuperare un gattino in difficoltà rinchiuso in una gabbia.

Nel caso decidesse di farlo comunque, perché va fatto in Onore della Vita del gatto, utilizzerebbe, forse involontariamente, la sua FORZA DI VOLONTÀ ANEVROTICA.

Avete mai sentito parlare di persone che hanno messo a repentaglio la propria vita per salvare un cane in balia delle onde durante una tempesta?

Questa capacità rinforza l’AUTOCONTROLLO, l’AUTOSTIMA e dona una FORZA DI VOLONTÀ invincibile.

Non occorrono imprese eroiche per dimostrare a se stessi di averne.

Essa in fatti può essere allenata.

Uno dei metodi più semplici per farlo è quello di adottare il metodo del Well-Being che consiste nell’imporsi degli Obiettivi che non abbiano una gratificazione concreta.

Se ci dà un terribile fastidio vedere un serpente, se abbiamo il terrore di volare, se non riusciamo a studiare più di dieci minuti, se non sopportiamo questo e quello, la nostra FORZA DI VOLONTÀ ANEVROTICA è carente.

Se non riusciamo a fare piccole cose ritenute da noi fastidiose, irritanti e  che per altri sono invece delle semplici banalità, come per esempio andare a far la spesa al mercato rionale piuttosto che al supermercato, o parcheggiare l’auto in modo civile piuttosto che in seconda fila , bene, dovremmo impegnarci, obbligarci a farlo.

Questa pratica aumenterebbe la nostra Energia Vitale, servirebbe a diminuire le nostre Dipendenze come il tabagismo, e a dissipare le nostre Fobie.

Per migliorare la nostra forza di Volontà ci si deve imporre il raggiungimento di obiettivi a prescindere dalla gratificazione concreta

L’unica gratificazione deve essere il controllo che riusiamo ad ottenere sulla nostra psiche e sul nostro fisico.

Bisogna rinunciare alla Strategia della Resa ovvero all’utilizzo dell’ALIBI:

“Per me è impossibile”, “Non ci riuscirò mai” ecc.;

Bisogna rinunciare alla Strategia della Fuga  ovvero all’utilizzo dell’ALIBI:

Ma a che mi serve vincere la mia difficoltà? Tanto posso evitarla”, “ Ma chi me lo fa fare”.

Bene, siamo arrivati alla fine di questa lettura, ma prima di lasciarvi al prossimo Articolo vorrei riassumere i concetti sopra citati:

Fig. 9.7
CARATTERISTICHE DELLA FORZA DI VOLONTÀ

forza di volontà resilienza proattività reattività


FORZA DI VOLONTÀ: CAPACITÀ dell’Uomo di prendere in modo Indipendente e Consapevole una Decisione per la realizzazione di un determinato Scopo, adeguando a essa il proprio Comportamento in modo da poter gestire, controllare e modificare, a  proprio Vantaggio, gli Eventi che conseguono.

ATTEGGIAMENTO REATTIVO: INCAPACITÀ, da parte di un Individuo, di AGIRE e REAGIRE in modo Consapevole, Controllato e Responsabile agli Eventi/Circostanze della Vita e la sua Attitudine ad attribuire ad essi la Causa e la Responsabilità del proprio Stato d’Essere.

ATTEGGIAMENTO PROATTIVO: CAPACITÀ da parte di un Individuo di gestire, controllare e modificare consapevolmente gli Eventi/Circostanza della propria Vita attribuendo solo ed esclusivamente alla proprie Scelte/Azioni le Ragioni e la Responsabilità del  proprio Stato d’Essere.

AUTODISCIPLINA: CAPACITÀ, da parte di un Individuo, di controllare i propri Impulsi e di  direzionare le proprie Facoltà Fisiche e Mentali secondo una regola auto imposta e liberamente riconosciuta come valida, efficace, giusta, coerente.

AUTOCONTROLLO: CAPACITÀ, da parte di un Individuo, di controllare ed adattare il proprio Comportamento in base a Cambiamenti o Circostanze e la CAPACITÀ di gestire eventuali Conflitti e attenuare Tensioni.

RESILIENZA: Capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà e di riorganizzare la propria Vita per ripristinare uno Stato di Normalità o per effettuare un CAMBIAMENTO positivo.

FORZA DI VOLONTÀ NEVROTICA: ENERGIA scaturente da una forte Attrazione o Coinvolgimento verso un determinato Oggetto o Scopo e dal forte DESIDERIO di volerlo possedere o perseguire.

FORZA DI VOLONTÀ NEVROTICA: ENERGIA scaturente dalla AUTONOMA ed INDIPENDENTE VOLONTÀ di perseguire un Fine e dalla CONSAPEVOLEZZA che i Risultati ottenuti sono frutto di un costante Impegno e sono sempre migliorabili.


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